giovedì 9 maggio 2013


May 8th, Kailua Kona, Big Island, Hawaii,
ALOHA!
Questa volta scrivo il reportage da un'altra citta', un altro stato, quasi un altro mondo, un paradiso!
Piu' precisamente mi trovo a Mauna Lani Resort, nella parte nord ovest della Big island, l'isola piu grande delle 7 che compongono le cosiddette "Isole Hawaii".
Che dire?
In realta' non trovo le parole per descrivere la bellezza dei paesaggi hawaiiani.
Semplicemente sembra di stare in paradiso, e ti ritrovi circondata da grosse palme, tanta sabbia e tanto mare, e un sole che solo a guardarlo gia' ti rende la pelle piu' bronzea.
Ho avuto la fortuna di venire qui con altre due ragazze, Kate dalla Russia e ovviamente Merve dalla Germania. Per una settimana intera siamo state ospiti a casa della signora Heidi e del signor Rich, genitori della migliore amica della mia "host mom". Il tempo mi e' volato in fretta ed una settimana e' passata come se quei 7 giorni fossero stati 7 minuti.
Heidi e Rich sono delle persone MAGNIFICHE. Mi sono sempre chiesta se la bonta' in persona esistesse davvero, e in questi giorni ho avuto la risposta. Persone che hanno reso la mia esperienza unica e si sono dimostrati sempre disponibili. Persone che hanno capito il vero senso del stare insieme e di confrontarsi in maniera da trovare un punto che ci accomuni tutti.
Persone comprensibili, persone con cui ridi fino allo sfinimento. Questo e' parte di un exchange student.
Non mi sono mai sentita cosi bene in mezzo a persone che conosco da solo 9 mesi e che non dimentichero' mai.
Inoltre, Heidi e' una responsabile di Afs USA che trova famiglie agli studenti nell'area di Seattle, proprio dove lei mi ha collocata un anno fa. A questo punto le devo tutto...
Grazie a lei ho passato l'anno piu' bello della mia vita, un anno che ho condiviso con persone speciali che mi sono state vicino in ogni momento e che non scordero' mai.
Heidi e' anche una delle persone piu' simpatiche che abbia mai incontrato nei miei 18 anni.
Sorride sempre ed in un certo senso e' buffa perche' con le sue battute cominci a ridere e non smetti piu'.
Una medicina senza effetti collaterali!
Anyway, diciamo che l'inizio della mia ultima vacanza negli States non e' iniziata nel modo in cui avevo immaginato. Raffreddore e mal di gola non hanno di certo aiutato la situazione. In piu' avevo mal di denti. Un cerotto, insomma, anche se alla fine tutto e' andato per il meglio!
Ma questo non e' niente.
Parte della mia felicita' la voglio invece dare alla mia povera cagnolina Rolli che, ieri,  dopo 12 anni mi ha lasciato. Non me lo sarei mai aspettato in un certo senso. In fondo e' come una persona, ma con un cuore molto piu' grande.
E' stato duro affrontare tutto questo durante il mio ultimo viaggio, ma parte dell'esperienza serve anche a crescere dentro e capire che certe cose sono solo normali e che la vita va avanti.
Un mese strano, bello ma anche triste per me e per alcuni ragazzi che in altre parti del mondo si ritrovano gia' a fare la valigia per ritornare alle loro vecchie abitudini, in quel posto dove non volevano piu' stare.
Agnese, che ha appena terminato il suo anno in India, e' una persona a cui devo tanto.
I momenti difficili ci sono stati per tutti, e quando c'erano per me lei e' sempre stata pronta a consolarmi.
Questa volta un pensiero, cara Agnese, lo dedico anche a te.
Ti voglio dire che, se sei triste, non esserlo, perche' hai avuto il coraggio di affrontare una cosa di una grandezza immensa che solo in pochi sarebbero capaci di fare.
Sono estremamente felice che il tuo anno da exchange si sia concluso con successo e che riporterai a casa tanti tanti ricordi.
Fa un effetto strano parlare del ritorno, perche' solo pensandoci 10 mesi fa tu eri a casa mia, pronte per salutarci e rincontrarci un anno dopo completamente cambiate.
Tutto passa troppo velocemente e se non ci credete, beh, un anno e' fin troppo poco per questa esperienza!
Ti voglio bene e non vedo l'ora di riabbracciarti, tra 7 settimane!


Ritornarndo a parlare delle fantastiche Hawaii...
Durante questa settimana io e le due ragazze abbiamo fatto troppe cose.
Nuotato con le tartarughe, fatto snorkeling ( con tanto di maschera e pinne), siamo andate in canoa, ci siamo arrostite sotto il sole e diventate rosse come gamberi, fatto shopping, cucinato, visitato la citta' e le antiche rovine, scattato TANTE foto, piscina, idromassaggio...
After all, that's what we need!
Domani si riparte e sei ore di aereo ci aspettano, un po' come i miei host parents, i miei cani, la mia futura sorellina, le ultime settimane che mi restano e, last but not least, il PROM!
Anche se so di non voler piu tornare, sono contenta lo stesso di farlo, perche' sono fiera di me stessa per aver affrontato 10 mesi da sola, senza l'aiuto di mamma e papa'.
Percio', mi godo questo ultimo mese, senza pensieri ne preoccupazioni.
Vivi nel presente, sempre!

lunedì 22 aprile 2013


21 Aprile 2013,


La mia mamma americana, col pancione piu bello del mondo!
Il mio primo baby shower ( ovvero "doccia di regali").
Come ho già spiegato in una mia relazione, il baby shower è una sorta di festeggiamento con cui si accoglie la futura nascita di un/a bambino/a.
Alla festa vengono invitati amici e parenti, i quali donano alla futura mamma regali e cose utili per il neonato.
La cosa buffa è che a questa festa sono invitate solo ed esclusivamente donne, anche se ultimamente anche gli uomini hanno cominciato a farne parte e tra l'altro, si hanno anche festeggiamenti per SOLI uomini.
Il baby shower si festeggia in altri paesi del mondo, come Messico e Sud America.
Merve e il gomitolo di lana
E' proprio come me lo aspettavo. Pieno di gente sorridente che mi abbraccia e mi ripete quanto sono fortunata ad avere una "mamma americana" come la mia che non mi fa mancare niente. Una delle persone più brave e buone che possa conoscere.
Ognuno ha un pensiero diverso o semplicemente ricordi che raccontano momenti passati con lei.
Ognuno di noi l'ha raccontanto mentre ci si attorcigliava un filo di lana nel polso, come se quel ricordo rimanesse per sempre in un braccialetto, come se nessuno potesse rubarlo o farne parte.
Tanto cibo, tanti regali, tanta gente, tanti sorrisi, tante foto, tanti pianti (ebbene si, perché anche io, con un cuore duro come la pietra, mi sono emozionata nel raccontare un ricordo che ho con la mia host mom e così ha fatto lei.)
Ancora adesso lo porto, e non ho nessuna intenzione di levarlo.


Me, her ,and tons of presents!




In molte città del Nordeuropa gli abitanti usano la bici per tutti gli spostamenti quotidiani. Ma quali sono le migliori città al mondo per chi si muove in bicicletta?

Secondo il sito The Active Times, la città migliore per i ciclisti è Amsterdam, nei Paesi Bassi. Più della metà dei suoi abitanti usa la bici almeno una volta al giorno, approfittando di quasi 500 chilometri di piste ciclabili. Qui le politiche a favore dei ciclisti sono state avviate negli anni sessanta.
Di solito le città dove i cittadini usano di più la bici sono quelle dove si dà molta importanza alle infrastrutture che promuovono gli spostamenti in bicicletta e li rendono più sicuri. Nei Paesi Bassi, per esempio, le aree di parcheggio delle auto separano spesso la pista ciclabile dalla strada, in modo da creare una barriera tra il traffico e i ciclisti. E a Copenaghen, in Danimarca, i semafori per i ciclisti si attivano leggermente prima di quelli per le auto, così le bici che attraversano la strada sono più visibili.
Ci sono anche amministrazioni che si sono spinte oltre, realizzando strade veloci per le bici o espandendo le ciclabili già esistenti. Nel 2010 Londra ha avviato un progetto per costruire 12 “superstrade ciclabili” (con 66mila posti in più per parcheggiare le bici). La Svezia ha investito in un progetto simile 7 milioni di euro e Copenhagen sta espandendo le ciclabili veloci già esistenti.
Alcune città olandesi ed europee da qualche anno stanno applicando i princìpi di Hans Monderman, un ingegnere dei trasporti olandese. Monderman sosteneva la necessità di inserire nelle arterie principali della città degli elementi che ricordino un cortile, per portare chi guida a essere più prudente.
Sempre nei Paesi Bassi, nel 1976, è nata l’idea del woonerf, una strada con ampi marciapiedi e cartelli segnaletici molto grandi, dossi, attraversamenti pedonali rialzati, rotatorie. Nei woonerf, pedoni e ciclisti hanno la precedenza e le auto devono rispettare limiti di velocità molto rigidi. L’idea è stata adottata anche nei paesi scandinavi, in Francia, Regno Unito, Germania e in alcune località italiane. Se ne sta costruendo uno anche a Toronto.
A Barcellona il rischio d’incidenti per i ciclisti si è ridotto allo 0,005 per cento. E una campagna del 2011 fatta dal dipartimento della salute pubblica di Copenaghen ricordava che in Danimarca “si è più sicuri sulla propria bici che sul divano”.
Negli Stati Uniti c’è un programma nazionale per garantire tragitti sicuri in bici da casa a scuola, mentre nei Paesi Bassi ci sono anche dei bicibus.

La classifica
Ecco la classifica completa delle dieci migliori città per ciclisti compilata da Active Times
1. Amsterdam, Paesi Bassi.

2. Portland, Oregon Capitale statunitense delle biciclette, grazie a decenni di politiche e progetti a favore delle due ruote (il 10 per cento degli spostamenti totali si fa in bici e ci sono più di 400 chilometri di piste ciclabili). Ha vinto la medaglia di platino della Lega dei ciclisti statunitensi.

3. Copenaghen, Danimarca Il 32 per cento degli abitanti va al lavoro in bici. I ciclisti percorrono in tutto 600mila chilometri ogni giorno e hanno una segnaletica pensata apposta per le ciclabili. Ci sono perfino dei poggiapiedi per i ciclisti fermi a un incrocio. La spesa per le infrastrutture utili alle bici è di 10-20 milioni di euro all’anno.

4. Boulder, Colorado Trecento giorni di sole all’anno e quasi 500 chilometri di percorsi ciclabili, oltre a un programma che promuove l’uso della bicicletta per andare a scuola.

5. Davis, California Città di riferimento per i ciclisti statunitensi, la prima degli Stati Uniti a promuovere le piste ciclabili (nel 1967), che oggi sono presenti nel 95 per cento delle strade cittadine. Negli ultimi dieci anni ha speso 14 milioni di dollari per progetti legati alle due ruote. Oggi ospita la U.S. Bicycling Hall of Fame.

6. Trondheim, Norvegia Ogni giorno 32mila persone usano la bici. C’è anche un ascensore per bici (il primo al mondo, sul modello dello skilift) che permette di salire sulle colline della città senza pedalare.

7. Minneapolis, Minnesota Un programma di bike-sharing, cittadini pazzi per la bici e percorsi per le biciclette dentro e fuori la città (incluso il Cedar Lake Trail, considerato il più bel tragitto per ciclisti degli Stati Uniti).

 8. Berlino, Germania Più di 400mila berlinesi percorrono ogni giorno 620 chilometri di piste ciclabili per andare al lavoro e il governo investe ogni anno 3 milioni di euro per la mobilità su due ruote. Si può consultare il sito dei trasporti della città per capire come spostarsi in bici.

9. Barcellona, Spagna Ha un “ring-verde” di cento chilometri pensato solo per le biciclette, un efficiente programma di bike-sharing, Bicing, e percorsi ad hoc anche per i turisti. Barcellona ha installato su una delle vie principali un “contabici” che segna quante ne passano ogni giorno e quanto manca per raggiungere il numero di tragitti in bici fissato per quell’anno.

10. Basilea, Svizzera Piste ciclabili in tutta la città, corsie di svolta a sinistra per i ciclisti e percorsi da fare in bici anche fuori la città.

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Con il suo International Airport e il Trasporto pubblico fa di Portland una delle città più organizzate in questo settore.
L´aeroporto internazionale di Portland (PDX) dista appena 16 km dal centro e offre collegamenti non-stop con più di 50 città, tra cui Amsterdam e Francoforte. Inoltre, l´aeroporto è collegato al centro città in meno di 40 minuti dalla metropolitana leggera MAX.
L´aeroporto internazionale di Portland (PDX)Muoversi in città è facile e conveniente. I moderni tram, la funivia, i meravigliosi ponti sul fiume Willamette e i camminabili quartieri centrali di Downtown Free Rail Zone:In questa zona del centro cittadino, tram e metropolitana leggera sono completamente gratuiti.Portland sono parte integrante dell´immagine della città quanto le rose, le piccole birrerie indipendenti e le biciclette.

Il centro cittadino non molto grande e i molti spazi verdi rendono Portland una città ideale da Portland una città ideale da esplorare a piedi e in bicicletta.esplorare a piedi e in bicicletta. Inoltre, con 438 km di piste ciclabili è appunto la città più pedalabile degli USA. Metropolitane leggere e autobus ammettono a bordo gratuitamente le biciclette.





Portland è anche famosa per alcuni eventi e festival che si hanno durante l'anno e che ovviamente, forniscono vari aspetti della città.

Waterfront Blues Festival Valarie K. Davis PhotographyFirst Thursday Gallery Walk (tutto l´anno): Il primo Giovedì di ogni mese, gallerie e negozi di Downtown Portland rimangono aperti fino a tardi, invitando il pubblico a mescolarsi con gli artisti e a esplorare la ricca scena artistica della città.

Last Thursday Art Walk (tutto l´anno): Nella parte settentrionale della città, l´ultimo Giovedì di ogni mese la strada Northeast Alberta Street ospita un vivace festival dedicato all´arte e al divertimento.
First Thursday Gallery Walk 
Portland Rose Festival (Giugno): Tre settimane di eventi e festose sfilate, tra cui un carnevale per bambini sul lungofiume, gare tra barche a remi a forma di drago, concerti e fuochi d´artificio.

Waterfront Blues Festival (Luglio): Il festival di musica blues di Portland è il secondo più grande degli Stati Uniti. Ogni weekend della settimana del 4 Luglio, oltre 120.000 spettatori assistono ai più di 100 concerti dei migliori musicisti sulla scena nazionale e ai fuochi d´artificio.
Brewers Festival photo Andy Orenstein 
Oregon Brewers Festival (Luglio): Birrerie artigianali da tutti gli Stati Uniti partecipano a questo festival di 4 giorni, il più grande raduno di piccoli produttori indipendenti di birra del nordamerica. Ogni anno, l´ultimo fine settimana di Luglio oltre 60.000 persone si godono la festosa atmosfera e oltre 70 birre artigianali.

The Bite of Oregon (Agosto): Assaggia i piatti preparati da chef locali, i prodotti tipici e i vini della zona presso l´Oregon Wine Garden, e goditi la musica live di gruppi locali e nazionali.

Musicfest NW (Settembre): Folle festose di spettatori invadono i quartieri di Downtown Portland, durante 4 giorni in cui oltre 100 gruppi musicali si esibiscono dal vivo nei locali e sale concerti della città.



COMING UP SOON?
ROSE FESTIVAL, JUNE

THAT'S ALL FROM PORTLAND, THE CITY OF ROSES.

giovedì 18 aprile 2013


Even if those are not my real words, I just thought it would be nice sharing it because that's how I feel!



"A year has passed and now we stand on the brink, of returning to a world where we are surrounded by the paradox of everything and yet nothing being the same. In a couple of weeks we will reluctantly give our hugs and, fighting the tears,we will say goodbye to people who were once just names on a sheet of paper to return to people that we hugged and fought tears to say goodbye to before we ever left.We will leave our best friends to return to our best friends.


We will go back to the places we came from, and go back to the same things we did last summer and every summer before. We will come into town on that same familiar road, and even though it has been months, it will seem like only yesterday. As you walk into your old bedroom, every emotion will pass through you as you reflect on the way your life has changed and the person you have become. You suddenly realize that the things that were most important to you a year ago don't seem to matter so much anymore, and the things you hold highest now, no one at home will completely understand.

Who will you call first? What will you do your first weekend home with your friends? Where are you going to work? Who will be at the party Saturday night? What has everyone been up to in the past few months? Who from school will you keep in touch with? How long before you actually start missing people barging in without calling or knocking? Then you start to realize how much things have changed, and you realize the hardest part of being an exchange student is balancing the two completely different worlds you now live in, trying desperately to hold on to everything all the while trying to figure out what you have to leave behind.

We now know the meaning of true friendship. We know who we have kept in touch with over the past year and who we hold dearest to our hearts. We've left our worlds to deal with the real world. We've had our hearts broken, we've fallen in love, we've helped our best friends overcome eating disorders, depression, stress, and death. We've lit candles at the grotto and we've stayed up all night on the phone just to talk to a friend in need. There have been times when we've felt so helpless being hours away from home when we know our families or friends needed us the most, and there are times when we know we have made a difference.

Just weeks from now we will leave. Just weeks from now we take down our pictures, and pack up our clothes. No more going next door to do nothing for hours on end. We will leave our friends whose random e-mails and phone calls will bring us to laughter and tears this summer, and hopefully years to come. We will take our memories and dreams and put them away for now, saving them for our return to this world.

Just weeks from now we will arrive. Just weeks from now we will unpack our bags and have dinner with our families. We will drive over to our best friend's house and do nothing for hours on end. We will return to the same friends whose random emails and phone calls have brought us to laughter and tears over the year. We will unpack old dreams and memories that have been put away for the past year. In just weeks we will dig deep inside to find the strength and conviction to adjust to change and still keep each other close. And somehow, in some way, we will find our place between these two worlds.

In just weeks."

venerdì 12 aprile 2013


Well well well,
Vorrei scrivere qualcosa di interessante, ma le idee sono talmente tante che ne scrivero' un po' per volta. Per ora vi parlo dei miei amici americani e non.
Al mio ottavo mese devo ammettere di aver fatto grandi amicizie, quelle vere che non si scorderanno mai.
All'inizio della mia esperienza non mi e' stato molto facile visto che l' inglese non mi permetteva di poter colloquiare tranquillamente come faccio ora con i miei compagni di classe.
Il fatto di fare qualche errore c'e', ancora, ed una cosa di cui gli americani sono INNAMORATI PERSI e' l'accento europeo che abbiamo nel parlare americano.
Anche se riesco a sentirlo quando parlo, i miei amici e i piu' grandi si congratulano sempre con me per il mio perfetto inglese, con un accento sexy (hahah).
Ritornando alle amicizie, sono riuscita a trovare chi mi apprezza veramente per quella che sono, senza giudicare dalle apparenze (che odio a morte) oppure da tante altre cose.
Ho anche imparato a non giudicare piu', cosa che mi capitava di fare prima di partite.
Forse perche' noi siamo fin troppo superficiali e scegliamo le amicizie in base ai vestiti e alla reputazione di ogni singolo ragazzo?!?!
Lo sapete cosa vi dico?
Se certa gente di Rieti e non solo venisse qui in America rimarrebbe scioccato.
E lo sapete il perche'? Perche' gli americani sono pazzi (in senso buono, ovviamente).
Si vestono come nel mondo delle favole, e si tingono i capelli di blu, rosa, verde, azzurro; vengono a scuola con i pantaloncini corti di jeans in pieno gennaio (per non parlare degli hipsters) e cantano a squarciagola nei corridoi della scuola. Insomma, non che siano super normali, ma mi rendono felice. Ognuno si esprime come meglio si sente e se e' contento fa sentire lo stesso a tutti coloro che gli stanno intorno. E' una cosa fenomenale.
La prima volta che vidi i ragazzi della mia scuola rimasi sconcertata e Dio solo sa le facce che facevo nel guardare terrorizzata questi assurdi esseri umani fare cose un po' fuori dal comune.
Ora invece li guardo e penso: loro sono persone normalissime che non hanno lo stereotipo del teenager perfetto che va in giro con Hogan, Ralph Lauren o quant'altro.
Mi rendono felice perché sono divertenti e sono sempre di buon umore. Ti sorridono anche se non ti conoscono.
Questo e' uno dei tanti pregi che ho trovato negli states.
Sono anche fortunata perche', oltre ad essermi ritrovata a conoscere la cultura americana, ho avuto l'opportunita' di fare lo stesso con quella Messicana.
Una delle mie migliori amiche qui in America e' Leslie. E' nata a Portland ma e' di origine messicana, proprio come tutta la sua famiglia.
Ogni volta e' sempre un viaggio in piu' che mi faccio. Cibo, cultura, musica, personalita' della gente. Tutte cose che non sapevo sul Messico e che lei mi insegna quando parliamo spagnolo ( eh si, perche' ho anche la fortuna di "parlare" la lingua piu' bella del mondo).
Cibo? Sicuramente meglio del junk food americano, ma pur sempre calorico hahah.
Cio' nonostante ho una scusa in piu' per andare a fare visita in Messico (tra l'altro, paese bellissimo).
Ormai ogni volta che vado a casa sua, e' sempre un divertimento assicurato e anche se non riesco a capire del tutto uno spagnolo parlato così velocemente, riesco a farlo senz'altro quando cominciano a metterci in mezzo parole americane, facendo un mix tra le due lingue. Non so, faccio un esempio: Manana voy a la escuela y mi mama' va a pick me up at 3 y despues vamos al cine to see Spring breakers. Cioe, volete farmi diventare matta? Hahah. It's funny, after all!
Leslie ha inoltre promesso di venirmi a trovare il prossimo anno, quando sara' del tutto maggiorenne per viaggiare da sola e pronta per passare una delle migliori estate nella bella Italia ;-) . Il fatto di avere un'esperienza interculturale e' anche questo, mantenere rapporti con persone che abitano dall'altra parte del mondo apparentemente lonante, ma che in realta' le senti molto piu' vicine di quanto credi.
Oltre a Leslie, verra' a farmi visita in Italia quest'estate Merve, altra exchange student tedesca (di origine turca). Oggi mi ha infatti dato la bellissima notizia che non andra' piu in Turchia dai parenti ma verra' da me per festeggiare insieme i miei 18 anni.
Beh, credo non ci sia modo migliore, no?!?!
Per ora non ho nient'altro. La pancia della mia host mom cresce e tra due settimane vado alle Hawaii. Chiudere in bellezza la mia esperienza americana? Si, ci sono riuscita.

venerdì 29 marzo 2013



Los Angeles, una delle città più belle del mondo and I'm glad I've had this amazing opportunity to travel around the US!
Pur essendo una tra le città piu popolate in assoluto, si è rivelata molto organizzata in ogni campo, il che è favoloso. Ho visto le più belle e le più grandi case e i più importanti quartieri.  Anche se può sembrare stupido, sono riuscita a trovare il negozio di abbigliamento delle sorelle Kardashian che sognavo da tutta una vita. Ho visto la scritta gigante di Hollywood sulla collina tramite il Griffith Observatory, ho camminato sulla via delle celebrità, sono salita sulla ruota panoramica di Santa Monica, camminato sulla spiaggia di Malibù. Devo dire la verità, anche se non è oro tutto quel che luccica, sarei definitivamente pronta per venirci a vivere.
Per avere quasi 18 anni confesso di aver viaggiato parecchio e di aver visitato tanti posti in Europa, ma l'America è senz'altro un posto dove non potrai mai annoiarti e che non finirai mai di conoscere. Un pò come la gente di Los Angeles, un mix di culture e tradizioni che si ritrovano una accanto all'altra in una città simile. Se avete l'opportunità di viaggiare, fatelo. Non c'è cosa migliore che conoscere nuovi posti e conoscere voi stessi.
Sicuramente una delle esperienze più indimenticabili della mia vita.
Prossima (ed ultima, sfortunatamente) tappa? Hawaii, Maggio 2013.
Per ora, mi godo la mia master bedroom nella nuova casa e la fenomenale primavera della mia città, Portland.
xoxo